Il Territorio

A due passi dal mare, a ridosso del Parco Naturale dei Nebrodi.
Posizione Strategica

Immersi nella natura

Il resort è avvolto da una Natura rigogliosa con specie tipiche della macchia mediterranea e terreni coltivati a uliveto e agrumeti tipici delle aree costiere e collinari. In questo contesto si snodano brevi sentieri e ampi spazi terrazzati dove è possibile godere un panorama mozzafiato che si apre, a nord, sull’arcipelago delle Eolie.

L’intero territorio è ricco di storia e tradizioni, puntellato di piccoli borghi veri e propri scrigni di tesori nascosti e sorprendenti con innumerevoli monumenti e spettacolari punti panoramici. Una Sicilia vera ed inaspettata ben diversa da stereotipi ormai desueti.

Turismo di qualità

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Naso

Naso

A pochi km dal Resort, su una collina, sorge Naso, città arabo - normanna dove è possibile visitare con il Convento dei frati Minori Osservanti risalente al VIII secolo d.c., il Teatro Alfieri, il Palazzo del Barone Piccolo e il palazzo Giuffrè appartenente alla famiglia proprietaria della famosa casa editrice. Da non perdere la Cappella del Rosario, una delle più importanti opere del Barocco Siciliano, che si trova all'interno della Chiesa Madre di Naso definita "la realizzazione più fastosa e più ricca" esistente in provincia di Messina. La sua sontuosa decorazione rappresenta uno dei più importanti riferimenti della decorazione e della scultura seicentesca dell'intera isola siciliana.

Capo d'Orlando
Capo-d'orlando

Capo d'Orlando

Con i suoi 10 km di spiaggia libera e attrezzata, è il centro turistico più importante del comprensorio, sicuramente conosciuto per aver ispirato Gino Paoli a comporre il testo e la musica della famosa canzone “Sapore di sale”. Molto suggestivo è il “monte “ dove si trovano i resti del Castello del Paladino Orlando e il Santuario della Madonna di Porto Salvo.

Da non perdere la visita a Villa Piccolo, lungo la ss 113 al Km 109, residenza estiva dei fratelli Piccolo cugini di Giuseppe Tomasi di Lampedusa che qui scrisse una parte de “Il Gattopardo”. E’ un’elegante dimora storica costruita nei primi del Novecento, ove abitarono Teresa Mastrogiovanni Tasca Filangeri di Cutò, che vi si trasferì da Palermo insieme ai figli: il poeta geniale Lucio Piccolo, il pittore e fotografo Casimiro Piccolo, che coltivava anche interessi esoterici, e Agata Giovanna Piccolo, appassionata di botanica che si prendeva cura della casa e soprattutto del giardino ove sono coltivate piante rare provenienti da ogni parte del mondo.

In contrada San Gregorio, Marina di Capo d’Orlando, porto turistico con quasi 600 posti barca è il fiore all’occhiello della cittadina: unico porto in Sicilia ad essere stato premiato con la “Bandiera BLU” per la qualità delle acque e dei servizi offerti orientati alla sostenibilità ambientale. Rappresenta un ottimo punto di partenza per escursioni in barca verso le isole Eolie, distanti soltanto 12 miglia nautiche.

Per gli amanti della gastronomia la cittadina offre diversi ristoranti e trattorie che propongono piatti locali mentre numerosissime pasticcerie e gelaterie sono punto di riferimento per i golosi.

Parco dei Nebrodi

Parco dei Nebrodi

E’ la più estesa area protetta della Sicilia e si estende tra le provincie di Messina, Catania ed Enna, da quote prossime al livello del mare, nel territorio di Caronia dove vegetano estese sugherete, fino a 1847 metri della cima di Monte Soro. La catena montuosa dei Nebrodi si affaccia direttamente sul Mar Tirreno a nord mentre a sud lambisce l’Etna, vulcano attivo più alto d’Europa, il fiume Alcantara, con le sue acque che si ingrottano e poi riaffiorano in gole di basalti laviche, e l’alto corso del Simeto. Il paesaggio è caratterizzato da rigogliosi boschi: alle quote più basse le sugherete, i querceti alle medie quote per arrivare alle estese e fitte faggete dei rilievi massimi. Incastonati tra le foreste si localizzano laghi naturali e artificiali e zone umide di grande interesse paesaggistico. Spettacolari le formazioni rocciose delle Rocche del Crasto dove nidificano aquile reali e una numerosa colonia di grifoni. I 24 comuni, comodamente raggiungibili da strade statali o provinciali, sono scrigni di tesori architettonici ed artistici ma anche di prodotti artigianali e ottima gastronomia.

Punti di interesse: 

  • La cascata del Catafurco nel territorio di Galati Mamertino, le acque del torrente San Basilio formano un salto d’acqua detto “marmitta dei Giganti” 
  • Lago Maulazzo, in territorio di Alcara Li Fusi e Lago Biviere in territorio di Cesarò raggiungibili da un comodo sentiero escursionistico che si diparte in corrispondenza di Portella Calacudera nei pressi di Portella Miraglia (SS289) 
  • Rocche del Crasto, formazioni rocciose di origine dolomitica ove nidificano aquile reali e grifoni reintrodotti recentemente 
  • Faggeta di Mangalaviti, nel territorio di Longi per ammirare le foreste di faggi più a sud d’Europa 
  • L’Acerone di Monte Soro, un esemplare di Acero montano (Acer pseudoplatanus) classificato tra gli alberi monumentali più vecchi del territorio 
  • La tassita, ovvero un bosco di oltre una decina di ettari nel territorio di Caronia dove vegeta una specie relitta sopravvissuta alle glaciazioni (Taxus baccata 

 

Gli amanti della Natura possono scegliere di visitare il Parco a piedi o in mountain bike: diverse associazioni locali propongono escursioni lungo sentieri facili adatti a tutti oppure percorsi escursionistici per esperti e sportivi allenati come ad esempio il percorso escursionistico della Dorsale dei Nebrodi che attraversa tutto il territorio da est a ovest (70 km circa).  Diverse le aree attrezzate e i rifugi. 

Ficarra

Ficarra.

Città’ di origini medievali ,ricca di chiese e siti storici. Stimolante è la visita al santuario dell’ Annunziata dove si può ammirare il “Polittico Antonnelliano di Ficarra del 1477 ,commissionato al grande maestro Antonello da Messina. Di grande interesse sono anche Il Museo dei Giochi e del Giocattolo Medioevale,la Fortezza Carceraria e la chiesa di Santa Maria del Carmelo.

Arcipelago delle Eolie

Arcipelago delle Eolie. Patrimonio Unesco

Orientando lo sguardo al mare, in direzione Nord, dalle terrazze del Maina Country Resort la vista si apre sulle “sette sorelle” (Lipari, Panarea, Vulcano, Stromboli, Salina, Alicudi e Filicudi). L’arcipelago è patrimonio dell’Umanità riconosciuto dall’ Unesco nell’anno 2000. Vulcano, volgendo lo sguardo a est, con il faro che lampeggia tutte le notti, guida sicura dei naviganti. A seguire verso ovest Lipari, la più grande, con le sue bianche cave di pietra pomice. Tra Vulcano e Lipari compare Stromboli che spesso borbotta e lascia scivolare nel mare fiumi di lava. Paciosa dietro la parte centrale di Lipari compare Panarea con i suoi neri fondali. La più verde è Salina con i due monti gemelli, interamente coltivata a Malvasia, nettare degli Dei. Famosa anche per essere stata location del film “Il Postino” di Massimo Troisi. Più defilate a ovest sono Filicudi, con il suo enorme scoglio “la Canna”, e Alicudi che nasconde con grazia tra le sue acque i raggi del sole calante.

Borgo di Piraino

Borgo di Piraino

Il piccolo borgo collinare di Piraino conta poco più di 400 abitanti e conserva tutt’oggi una struttura tipicamente medievale. Fra gli innumerevoli punti di interesse sono degne di nota la Chiesa del Rosario, la Chiesa Madre e il Santuario dell’Ecce Homo. In cima al borgo si erge una torre di avvistamento Saracena mentre a qualche centinaio di metri dal centro la panoramica Guardiola, un belvedere a strapiombo sul mare dal quale è possibile ammirare l’intera costa con le isole eolie sullo sfondo.
San Marco d'Alunzio

Borgo di San Marco d'Alunzio.

Borgo di origine medioevale sorge su una collina del Parco dei Nebrodi di fronte al Mar Tirreno. . Certamente la città è il luogo ideale in cui immergersi nell’arte e nella storia dei popoli che hanno abitato questi luoghi.San Marco d’Alunzio può essere considerato un vero museo a cielo aperto per la moltitudine di dominazioni: greci, romani,bizantini, arabi e normanni, ovunque nel paese si scorge la presenza di elementi provenienti da epoche diverse ,dai materiali usati all’architettura . Ventidue chiese, quattro musei, quattro biblioteche ed un tempio greco del IV secolo a.C. dedicato ad Ercole rendono questo luogo magico. Ci sono i ruderi del castello di San Marco fatto costruire da Roberto il Guiscardo nel lontano 1061 , qui ci sono anche i resti dell’antica chiesa. Riguardo alle numerose chiese che sorgono nel territorio meritano di essere annoverate: San Teodoro del XVI secolo; il monastero delle Benedettine, edificato nel 1545; la chiesa della Madonna Annunziata forse costruita su ciò che rimaneva di un tempio pagano , all’interno la statua della Vergine in marmo bianco di Carrara . E ancora da visitare : la chiesa Madre di San Nicolò, Santa Maria delle Grazie, la chiesa di San Basilio, chiesa dell’Ara Coeli con all’interno la Cappella del Santissimo Crocefisso e la Badia Grande ossia la chiesa di San Salvatore ricchezza di fregi e sontuose decorazioni.Interessante il Museo della Cultura e delle Arti Figurative Bizantine e Normanne,dove è custodito il kottabos ,un monumento ludico.
Cascata del Catafurco

Cascata del Catafurco

La cascata del Catafurco, situata sul corso di un affluente del torrente San Basilio è uno splendido balzo d’acqua di 32 metri di altezza. Per visitarla bisogna superare l’abitato di Galati e percorrere qualche chilometro a piedi dalla frazione di San Basilio. Non lontano dalla cascata si trova la grotta delle “Lacrime di Maria ,grotta circondata dal muschio che attraverso un piccolissimo ruscello gocciola simulando un pianto, appunto denominato “Lacrime di Maria”.
Tindari

Tindari

Celebrata da Salvatore Quasimodo con la lirica “ Vento a Tindari. E’nota per il santuario dedicato alla Vergine Maria,i laghetti di Marinello ,la zona archeologica e il Teatro Greco.
Abbazia San Filippo Fragalà

Abbazia San Filippo Fragalà

Il monastero di San Filippo Fragalà fu eretto nel 495 da Calogero di Calcedonia e poi ampliato dal conte Ruggero nel 1090. La chiesa del monastero conserva tracce delle sue antiche origini nei frammenti di affreschi bizzantini e in alcuni elementi architettonici. Un tempo ospitò anche una biblioteca ricchissima di volumi e pergamene greche che in seguito all’abbandono del complesso da parte dei monaci avvenuto nel 1866, furono trasferite nell’archivio di Stato di Palermo.